festival delle arti performative sperimentali

workshop

dalle 10:30 alle 12:00

a cura di Rosa Jane Toscano

Il workshop dedicato alla stampa d’arte sostenibile è un percorso incentrato sul riuso creativo dei materiali di scarto. L’iniziativa si propone di introdurre i partecipanti alle tecniche della calcografia ecologica, dimostrando come la superficie interna dei contenitori in Tetra Pak possa essere lavorata alla stregua di una matrice tradizionale per la produzione di segnalibri ed edizioni grafiche limitate. Attraverso le fasi di incisione, inchiostrazione manuale e impressione su carta, ogni aderente avrà l’opportunità di acquisire le competenze e potenzialità della grafica d’arte contemporanea a basso impatto ambientale.

workshop

dalle 15:30 alle 17:00

La danza e la ritualità della Taranta

a cura di Giovanna Iannotti

L’ Incantamento segna la soglia del rito coreutico-musicale della Taranta: un momento sospeso in cui il corpo esce dal tempo ordinario per entrare nel tempo straordinario della catarsi. Il workshop recupera la dimensione rituale della Taranta per riscoprire come la danza, accompagnata dal ritmo del tamburo, possa trasformarsi in un potente strumento di espressione. La Taranta diventa un linguaggio simbolico, un dispositivo di liberazione collettiva.

esibizione finale

ore 17:00

La Ronda

Improvvisazione guidata in cui il gruppo sperimenta la dimensione collettiva del rito. La disposizione circolare -“Ronda” – accoglie i partecipanti, rafforzando il senso di comunità e la libera espressione individuale.

mostre

GIUSY ROSA ASSANTI

SONIA ASSANTI

ROSALBA AVVENTURA

CHIARA CAPOBIANCO

ALESSANDRO CICALESE

AGNESE CIOCCIA

LAURA MARIA PIA CUSANO

MARIANNA IOZZINO

NO FILTER

MARIAPIA TESTA

ROSA JANE TOSCANO

ALESSIA SALVEMINI

performance

ANTHEA IPSALE

Autopsia di un’identità

Regia di Anthea Ipsale

Palazzo Maturi, Amorosi (BN)

Un invito ad una festa del tetrarca Erode. Un’esperienza immersiva e multimediale che attraversa il mito di Salomè e la figura del profeta. In questa performance in forma di work in progress, lo spettatore diventa ospite e testimone di ciò che resta nascosto nei racconti ufficiali. Forse il profeta non è solo una voce. Forse la festa non è solo una festa. Tutto è tutto ed il suo contrario. La performance prende le mosse dalla Salomè di Oscar Wilde e il mito biblico per reinventarla come evento scenico immersivo ambientato in una festa elegante e perturbante. Il pubblico entra nello spazio e riceve delle cuffie: è già dentro, prima ancora che cominci. Una figura, diegetica ed extradiegetica al contempo, guida la serata come un cerimoniere ambiguo, annunciando con tono festivo ciò che in realtà è una cerimonia di morte. Erode, tetrarca di Galilea, torna da Roma con tre novità: Erodiade, nuova compagna già moglie di suo fratello; Salomè, figliastra e nipote; Jokanaan, il profeta rinchiuso in una cisterna. La festa celebra il potere, ma sotto la superficie covano desiderio, ossessione e ipocrisia. Salomè sente la voce di Jokanaan, lo incontra, lo desidera. Lui la rifiuta. Quando Erode, sedotto dalla sua danza, le giura di esaudire qualsiasi desiderio, Salomè — istigata dalla madre — chiede la testa del profeta su un vassoio. Il boia scende. Un colpo. Tutto si interrompe, bruscamente. Da quel taglio in poi la performance cambia pelle. Jokanaan e Salomè appaiono in proiezione, voci interiori amplificate nelle cuffie del pubblico. Parlano di ciò che li ha fatti: del mito, della scrittura, dell’identità che altri ci cuciono addosso. Jokanaan confessa di aver predicato la purezza per non fare i conti col proprio desiderio. Salomè rivela di non essersi appartenuta mai — il gesto della testa non fu suo, fu del mondo che l’aveva formata. Entrambi si chiedono chi siano senza il ruolo che la storia ha assegnato loro. Il cerimoniere chiude con un monologo sospeso, rivolto direttamente al pubblico: chi sei quando nessuno ti racconta?

Durata: 45 min.

cucina

iCARE

a cura del Laboratorio di Pasticceria Sociale “Dolcemente”

Immagina di trovarti al Jana off-festival e nel tragitto da una performance ad uno spettacolo teatrale, senti un delizioso profumo di biscotti appena sfornati… questo show-cooking è a cura di “Dolcemente” un laboratorio di pasticceria sociale di comunità, dove giovani pasticcieri, volontari, mamme e ragazzi con disabilità provano a costruirsi un futuro producendo prodotti di pasticceria e dando vita a piccoli catering.

Ingresso libero

teatro

CIVIL WORDS

Regia di Nicholas Rapp

PURO PURO PURO! è un’opera di teatro d’ideazione che nasce da un percorso di mesi di residenza artistica, dal quale ha preso forma una commedia che esplora il tema dell’impotenza dell’essere umano dinanzi alla propria natura, in una distopia in cui il mondo è stato prosciugato dalla ricerca del profitto.
L’opera affronta in maniera non convenzionale le tematiche dell’Intelligenza Artificiale, del cambiamento climatico e dell’impatto delle nostre scelte sul mondo.

Ci siamo chiesti:
Qual è il costo della libertà in una società dove tutto ha un prezzo ma nessuno ha niente, in cui le IA monitorano e manipolano ogni cosa e dove perfino l’etica ha perso il suo valore?

Durata: 70 min.

Gli spazi

Jana Off-festival è pensato per diffondersi in tutta Amorosi, come un contagio. Il centro del Festival è Palazzo Maturi (1775) nel cui giardino privato si terranno gli spettacoli serali, all’aperto; altre stanze del palazzo e teatri vicini ospiterranno performance, workshop, laboratori e incontri.

Dopo lo spettacolo serale ci ritroviamo al Parco del Volturno.

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Singolo – 26 giugno

12€ – sono inclusi tutti gli eventi del giorno

  • Attività mattutina
  • Workshop
  • Performance
  • Spettacolo serale